Mi lascio andare alle foglie nel vento
al vento d'avvenire d'un riso
ché non ti conosco ma mi manchi
come le tende del paradiso.
Le parole del cuore non sono di burro
i gesti non sono di miele,
sono di cuore le onde
del mare che piange,
sono di cuore i tuoi occhi
nel buio che trema il tuo petto
che tira e poi butta a stantuffo
con l'aria il respiro d'un tempo.
Sei una canzone malinconica
andante come un gatto sul balcone,
Sei due labbra di carne
come amore,
la pioggia d'estate come umore,
l'abbraccio del sole.
Qualcosa di rotto nel tempo che passa
mastico una gomma e m'accontento
del sole di domani.
Domani sarà il tuo viso
appena svegliato e le valigie
le tue che non arrivano,
sarà qualcosa d'inceppato e minuto
che sfugge la vista ma centra nell'animo,
che non conosco che spero,
Le tue mani.
Le parole dei tuoi occhi la voce
nei miei delirio.
Non so se ti ho trovata
per caso magari,
il fato.
La poesia della pioggia
a zigzag sul tuo riso
balla commossa e più felice,
La vita avesse senso la vita
senza senso nel tuo fiato
perdo senza fiato.
Banalità dell'amore,
accese e spente sul tuo viso,
come un albero di natale.